Seminario Hana Oberpfalzerova (1)


    Titolo: Giustizia e riconciliazione nel post-conflitto: la giustizia transizionale nella Bosnia ed Herzegovina

    Quando: 14 ottobre 2013

    Luogo: Sala seminari OVEST, Dipartimento di Informatica (ex-Marzotto).

    Relatore: Hana OBERPFALZEROVA, Univ. Praga
    La dott.ssa Oberpflzerova si laureata di Scienze per la pace nel 2009.

    Riassunto
    Il seminario si propone di presentare il concetto di giustizia transizionale (transitional justice) come strumento per contribuire alla riconciliazione in società in transizione che stanno affrontando i crimini del passato, evidenziando il suo contributo al processo di riconciliazione in Bosnia ed Herzegovina.
    Con il termine giustizia transizionale si fa riferimento “un insieme di misure giudiziarie ed extragiudiziarie che vengono implementate per rimediare a violazioni dei diritti umani di massa. Queste misure includono prosecuzioni penali, commissioni della verità, programmi di riparazioni e vari tipi di riforme istituzionali”(definizione ripresa dal International Center for Transitional Justice). Viene impiegato in decine di paesi in transizione da regimi autoritari alla democrazia (ad es. i paesi postcomunisti dell’Est-Europa, Chile) o dalla guerra alla pace (Cambodia, Sudafrica, Rwanda, Sierra Leone, Bosnia, America Latina ecc.).
    La giustizia penale (criminal justice) che prende la forma di prosecuzione dei criminali di guerra davanti al Tribunale internazionale per l’Ex-Jugoslavia e davanti ai tribunali bosniaci, appare oco efficace nel rendere giustizia alle vittime e nel dissuadere dal commettere crimini simili nel futuro. Le vittime si lamentano che le sentenze sono troppo miti e che spesso vengono condannate solo persone di un alto livello invece dei perpetratori diretti delle atrocità contro le loro famiglie. In più la legittimità del tribunale dell’Aia viene contestata in quanto tribunale politicizzato e inaffidabile. In queste condizioni, nonostante ricerche che dimostrano il contratrio, il contributo della giustizia penale alla riconciliazione appare alquanto problematico.
    Un ulteriore problema è quello dell’esistenza di tre verità, tre narrazioni della guerra in Bosnia che sono incompattibili e in conflitto tra loro (la verità dei serbi, dei croati e dei bosniaci). Queste verità dovrebbero essere unificate da una commissione nazionale della verità, come è successo nel Sudafrica, ma tale commissione non è mai nata (due tentativi sono falliti). Delle tre commissioni locali, solo quella per Srebrenica ha avuto successo.
    La Bosnia ed Herzegovina sta implementando un programma molto ampio di riparazioni, ma nel suo quadro vengono favoriti i veterani a scapito delle vittime, delle quali il gruppo delle vittime della tortura non riceve nessun sussidio e non è neanche stato ufficialmente riconosciuto. Un certo successo hanno avuto le riforme istituzionali, ad esempio quelle che hanno reso possibile il ritorno dei rifugiati. In generale le misure della giustizia transizionale contribuiscono alla riconciliazione, ma non con tutto il loro potenziale, perchè vengono implementato in un modo spesso contraddittorio o parziale e soprattutto sono poco visibili al pubblico.