Carlo Ludovico Ragghianti e l’arte in Italia tra le due guerre – Nuove ricerche intorno e a partire dalla mostra Arte moderna in Italia 1915-1935


Il 26 febbraio 1967 nelle sale di Palazzo Strozzi fu inaugurata la mostra Arte moderna in Italia 1915-1935, attraverso la quale Ragghianti mise in evidenza la necessità di ripensare in termini nuovi la complessa situazione artistica italiana tra le due guerre. A suo dire, infatti, giudizi ideologici avevano impedito una lettura dell’arte di quel periodo basata su «un’autenticità di significato espressivo o poetico» e su un’analisi obiettiva dei linguaggi e dei processi formali. A cinquant’anni da quell’evento, il convegno – organizzato dall’Università di Pisa e dalla Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca – propone di tornare a riflettere sul contesto che portò all’ideazione della mostra, nonché sui dibattiti da essa scaturiti, sulle scelte operate da Ragghianti e sull’importanza che l’approccio del critico ebbe nella rivalutazione e nella revisione di un preciso momento storico-artistico. Per altro verso, facendo riferimento in maniera diretta, ma non esclusiva, alle partecipazioni alla mostra, si auspicano interventi vòlti a indagare i rapporti intercorsi tra gli artisti e Ragghianti, il quale evidenziò l’importanza di integrare la visione storica dominante con la lezione che le personalità artistiche stesse erano in grado di fornire tramite il loro operato, in modo autonomo e spesso non incasellabile in quella troppo stretta maglia di ‘ismi’ di cui l’arte contemporanea sembrava ormai inevitabilmente intessuta. L’attività di Ragghianti critico d’arte contemporanea tese infatti ad affiancare, all’analisi di episodi ben documentati e riconosciuti, altri talvolta altrettanto originali e validi, ma rimasti in secondo piano, se non del tutto dimenticati, a causa di lacune documentarie o di difficoltà di inquadramento storico-critico. L’esposizione fiorentina esemplifica perfettamente questa tendenza, presentando, accanto a vere e proprie piccole personali dedicate a conclamati protagonisti della scena primonovecentesca – si pensi ai casi di Modigliani, de Chirico, Morandi o Carrà – e a gruppi consolidati – in particolare “Novecento” –, esperienze di artisti allora trascurati (quali, per esempio, Amedeo Bocchi, Agostino Bosia, Giuseppe Cominetti, Galileo Chini, ma anche Ferruccio Ferrazzi ed Edita Broglio, ai quali Ragghianti dedicherà studi monografici negli anni immediatamente successivi all’esposizione). Queste e altre personalità ebbero nella mostra a Palazzo Strozzi una delle prime occasioni di riconoscimento della propria attività artistica e un momento di snodo per la loro successiva fortuna critica, anche grazie all’imponente lavoro organizzativo che Ragghianti e i suoi collaboratori seppero sviluppare, riuscendo tra l’altro a evidenziare le diverse problematiche relative al reperimento delle opere a causa di dispersioni o passaggi di collezioni.
Saranno pertanto presi in considerazione interventi inerenti, ma non limitati, ai seguenti temi:
• Arte moderna in Italia 1915-1935: ricezione e dibattito critico;
• Arte moderna in Italia 1915-1935: allestimento e scelte espositive;
• Arte moderna in Italia 1915-1935: aspetti collezionistici;
• la mostra del 1967 come significativo momento della fortuna critica di un artista o di un gruppo di artisti;
• Carlo Ludovico Ragghianti tra l’organizzazione di mostre e la costituzione di una collezione d’arte contemporanea per la città di Firenze;
• Ragghianti e il rapporto con gli artisti del ’900;
• nuovi approcci storiografici all’arte italiana tra le due guerre a partire dalla mostra Arte moderna in Italia 1915-1935.
Il convegno si terrà il 14 (ed eventualmente il 15) dicembre negli spazi della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca.
Le proposte di comunicazione orale (della durata di 30 minuti) devono essere inviate entro e non oltre il 31 agosto 2017 alla segreteria del convegno (convegnoragghianti@gmail.com), corredate da breve curriculum vitae o profilo biografico (massimo 100 parole) e da un abstract impostato secondo il modello qui allegato. L’abstract deve essere trasmesso in formato pdf. Saranno accettate proposte redatte in lingua italiana o inglese. È prevista la pubblicazione degli atti del convegno entro la fine del 2018.
Per ulteriori chiarimenti si prega di contattare la segreteria del convegno: convegnoragghianti@gmail.com

Modello di abstract