Scavi e ricerche a Uşaklı Höyük: individuato un livello di occupazione risalente al Bronzo Medio nell’area del grande tempio ittita

21 Ottobre 2020

L’ultima campagna di scavo a Uşaklı Höyük (Turchia centrale), conclusa da pochi giorni, ha fatto luce su una fase importante nella storia del sito, la prima metà del II millennio a.C., permettendo di ampliare le prospettive di ricerca e acquisire una maggiore profondità temporale per il primo, esteso sviluppo dell’insediamento.

La missione di ricerche archeologiche 2020 si è svolta a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre, ed è stata dedicata all’apertura di due saggi di scavo nell’area del grande tempio ittita, nella parte meridionale della città bassa. Il risultato conseguito è di grande importanza perché per la prima volta sono state trovate prove chiare della presenza di un livello di occupazione dell’età del Bronzo Medio, sulla cui esistenza e localizzazione finora avevamo solo fatto ipotesi partendo dagli schemi di dispersione dei frammenti ceramici ricostruiti nel corso della ricognizione di superficie tra 2008 e 2012 e dal loro ritrovamento all’interno di contesti di scavo più tardi, in giacitura secondaria.

Questo indica chiaramente che il luogo in cui si sviluppò la città ittita era stato secoli prima, al tempo del karum di Kültepe/Kanesh e della prima comparsa nelle fonti scritte in cuneiforme di chiari elementi linguistici indeuropei, sede di un insediamento esteso, che occupava oltre alla cittadella almeno una larga porzione della città bassa, i cui resti furono in parte rimossi al momento della costruzione dei grandi edifici pubblici messi in luce a partire dal 2013 dal lavoro della missione.

Hanno preso parte alle ricerche e alla missione archeologica 2020:

Anacleto D’Agostino (Università di Pisa), Stefania Mazzoni (Università di Firenze), Valentina Orsi (Università di Siena), Demet Taşkan (Università Bozok di Yozgat), Giacomo Casucci (archeologo), Marta Doglio (Università di Pisa) e Gulşah Altunkaynak (Museo Archeologico di Erzurum), oltre al personale della casa missione e agli operai provenienti dai vicini villaggi di Taşlık e Gözbaba.

Le ricerche a Uşaklı Höyük

Le ricerche archeologiche nel sito di Uşaklı Höyük, sull’altipiano centro-anatolico, iniziate nel 2008, sono finalizzate a portare alla luce l’insediamento di epoca ittita, identificato con l’antica Zippalanda, città santa consacrata al culto del Dio della Tempesta, attraverso lo scavo degli edifici pubblici identificati sull’acropoli e nella porzione meridionale della città bassa e comprendere le modalità di sviluppo e trasformazione dell’abitato nel corso del lungo periodo.

Indagini di superficie e scavi hanno documentano che il sito è stato occupato in maniera estesa a partire dal Bronzo Antico fino all’epoca romano-bizantina, sebbene ci siano anche sporadiche evidenze databili al Calcolitico e al periodo ottomano.

Il progetto archeologico della Missione Archeologica Italo-Turca in Anatolia Centrale (Uşaklı Höyük Archaeological Project) vede coinvolti archeologi, ricercatori e studenti delle Università di Pisa, Firenze, Siena e Yozgat Bozok ed è sostenuto finanziariamente per l’anno 2020, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Università di Pisa, dalla Fondazione Oriente Mediterraneo e dall’Università degli Studi di Firenze. È l’unico progetto a direzione italiana che opera su un insediamento ittita nell’ampia regione delimitata dal fiume Kızılırmak che fu centro del regno prima e poi dell’impero.

Un centro di storia millenaria nel cuore dell’altipiano anatolico

Uşaklı Höyük si trova nel cuore dell’altipiano anatolico centrale, attraversata da un crocevia di percorsi e rotte commerciali tra le regioni occidentali dell’Asia Minore e le alte terre dell’Anatolia Orientale, tra i monti del Ponto e la Cappadocia. La regione che ha visto nascere i primi insediamenti urbani nel corso del II millennio a.C. è al centro del territorio che nei testi ittiti è definito ‘Paese Alto’ e dopo il crollo dell’impero ha visto avvicendarsi il controllo da parte di potentati locali al tempo dei Frigi, e successivamente di Galati, Romani, Bizantini e Turchi. Il sito conserva evidenze delle varie popolazioni che vi si sono succedute nel corso del tempo.

La ricognizione di superficie (2008-2012) e gli scavi archeologici avviati dal 2013 hanno rivelato resti di una lunga occupazione iniziata alla fine del Bronzo Antico e protratta fino ad età medievale, con evidenze sparse delle fasi più antiche, forse calcolitica, e recenti, di periodo ottomano. Estesi resti di edifici monumentali, numerosi frammenti di tavolette in cuneiforme con testi ittiti, bolli e cretule assegnano alla piena età ittita la fase di maggiore sviluppo urbano del sito.

La ricerca

Il progetto di scavi archeologici si pone l’obiettivo di portare alla luce architetture e documenti materiali delle diverse fasi di occupazione di Uşaklı, in modo da tracciare lo sviluppo dell’insediamento sul lungo periodo.

Il sito è formato da una terrazza piatta ovoidale di 10 ettari e da un monticolo di 2 ettari posti alla confluenza del Kötü Dere nell’Egri Öz Dere, in posizione visibile oggi dalla strada di grande comunicazione che collega le città di Yozgat e Sivas. Noto infatti a partire dai primi decenni del ‘900, proprio per la sua posizione, estensione e la presenza di grossi blocchi di granito di fattura ittita in superficie, era stato riconosciuto come un importante centro e identificato con la città nota dai testi con il nome di Zippalanda, sede del culto del dio della tempesta; il dio era venerato sul vicino monte Daha, dove il sovrano ittita, secondo il testo della Festa della Primavera, si recava in pellegrinaggio con un viaggio di due giorni dalla capitale Hattuša per proseguire poi verso la città di Ankuwa, probabilmente Alişar Höyük. La posizione di Uşaklı a metà strada tra Hattuša e Alişar, la vicinanza del monte Kerkenes a sud, e le scoperte di testi ittiti e importanti edifici di questa fase rafforzano oggi questa identificazione.

I grandi edifici pubblici della fase ittita

Nella città bassa (Area A) gli scavi stanno portando alla luce un imponente edificio del quale si conservano le fondazioni e il massiccio basamento costituito da muri costruiti con grandi blocchi di granito sbozzati, oltre a una grande porzione di un pavimento a mosaico che rappresenta la più antica attestazione di questo tipo di realizzazione nel Vicino Oriente. Per la sua planimetria articolata in blocchi di vani giustapposti e non simmetrici si confronta con i templi ittiti più antichi.

Sulla pendice meridionale dell’acropoli (Area D), a mezza costa, è stata esposta l’ala esterna di un altro grande edificio pubblico, un palazzo o tempio che si sviluppava lungo tutto il lato meridionale del monticolo impostandosi su una platea artificiale posta al di sopra di un’altura naturale. L’edificio ha muri in mattoni crudi intonacati e pavimenti in terra battuta, bruciati e in alcuni punti vetrificati da un violento incendio. Un muro in grandi blocchi di granito, ben tagliati e messi in opera a giunti smussati, secondo una tecnica ben nota nell’architettura ittita di carattere pubblico e cerimoniale, costituisce il basamento dell’edificio sul versante meridionale.

La cittadella dell’età del Ferro e i resti di epoca ellenistico-romana

Un’ampia area di scavo (Area C), dalla sommità alla base dell’acropoli, ha restituito il complesso sistema di terrazzamento e fortificazione della cittadella dell’Età del Ferro costituito da un alto terrapieno a scarpata sopra un poderoso glacis in grandi pietre. Il terrapieno è contenuto tra profondi muri rampanti di mattoni e pietrame disposti a lieve raggiera, la cui superficie superiore era trattenuta da una griglia di muretti. Anche nell’Area D, sopra le rovine del palazzo si sono succeduti diversi livelli di occupazione con forni, fosse e piani, mentre nel Ferro Tardo un glacis a scarpata in pietre ha ricoperto e fortificato l’area.

Le fasi ellenistica e romana sono attestate estensivamente nella città bassa e sulla sommità dell’alta acropoli, difesa da un circuito di mura realizzate in bei blocchi squadrati. I resti messi in luce nell’Area B appartengono ad abitazioni con muri e pavimentazioni in pietra ed installazioni di tipo domestico ed artigianale.

Per approfondire:

Pagina Facebook: www.facebook.com/usaklihoyuk

Sito web progetto Uşaklı Höyük: usaklihoyuk.org