100 Ricercatori per la Cultura: finanziati dalla Regione Toscana 6 progetti del Dipartimento

24 Giugno 2020

Grazie al bando “100 ricercatori per la cultura” la Regione Toscana ha finanziato 13 progetti dell’Università di Pisa realizzati in collaborazione con musei, soprintendenze, biblioteche, mediateche, archivi ed enti per la tutela dei beni culturali della Toscana.

Dei 20 assegni di ricerca cofinanziati da Regione, Dipartimenti e operatori della filiera culturale e creativa regionale, 9 assegni sono stati attivati dal Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere e assegnati a 9 studiosi in ambito culturale che per un biennio lavoreranno a stretto contatto con gli Enti del territorio, per la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale della nostra regione.

I progetti finanziati del Dipartimento

  • MARMO, “Metodologie di Analisi per la Ricerca sul Marmo preistoricO”, responsabile Prof.ssa Elisabetta Starnini.
    Il Progetto ha lo scopo di approfondire, valorizzare e aumentare la fruibilità delle collezioni di manufatti in marmo presenti nel territorio toscano attraverso uno studio che permetta di comprendere a pieno l’origine e le modalità di utilizzo di questo materiale da parte dell’uomo. Su questo progetto sarà attivato 1 assegno di ricerca (consulta gli atti finali).
  • M-DATA, “Machiavelli dalla Toscana all’Europa”, responsabile Prof.ssa Simonetta Bassi.
    Il progetto prevede lo studio e la valorizzazione del fondo Machiavelli-Serristori dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze con i suoi 367 volumi, che includono 26 rarissime cinquecentine, traduzioni delle opere machiavelliane, testi polemici e studi critici. Su questo progetto sarà attivato 1 assegno di ricerca (consulta gli atti finali).
  • TEMA, “La Toscana Egittologica tra Musei e Archivi”, responsabile Prof.ssa Marilina Betrò.
    Il Progetto si propone di creare una rete di connessioni tra gli operatori culturali della Regione Toscana che conservano materiale sulla missione in Egitto del 1828-29 di Ippolito Rosellini e sulla formazione delle collezioni egizie esistenti o comunque passate per la Toscana. In particolare, si vuole studiare, digitalizzare e indicizzare i documenti della Biblioteca Universitaria di Pisa e dell’Archivio di Stato di Livorno relativi alle collezioni giunte dall’Egitto nella prima metà dell’800, e collegarli tra loro e con gli oggetti stessi tramite un’app/web. Su questo progetto sarà attivato 1 assegno di ricerca (consulta gli atti finali).
  • VIEd’ARTE, “Esplorazioni Virtuali Integrate per Arti, Rotte, Territori, Esposizioni”, responsabile la Prof.ssa Antonella Gioli.
    Il progetto prevede la realizzazione di un ambiente software, attualmente non disponibile, che permetta l’integrazione di banche dati sul patrimonio culturale e la pubblicazione di percorsi ed esposizioni virtuali e di supporto a visite in loco, e la sua sperimentazione su casi di studio della Toscana nord-occidentale. Su questo progetto saranno attivati 2 assegni di ricerca (consulta gli atti finaliatti finali).
  • MAGOH, “Managing Archaeological data for a sustainable Governance of the Heritage”, responsabile Prof.ssa Maria Letizia Gualandi.
    Il progetto intende realizzare una piattaforma integrata che permetta di gestire l’intero ciclo della documentazione archeologica relativa alla Provincia di Pisa e all’area urbana e Metropolitana di Firenze, dalla digitalizzazione e acquisizione dei dati pregressi e dei dati nativi digitali, fino alla loro analisi e visualizzazione, per consentire agli operatori delle Soprintendenze una più efficace azione di tutela e valorizzazione. Il progetto prevede l’attivazione di 3 assegni di ricerca (consulta gli atti finali).
  • RE.S.I.STO, “Recupero di Sistemi Informativi STOrico-artistici per una rinnovata comunicazione del patrimonio”, responsabile Prof.ssa Sonia Maffei.
    Il progetto affronta il tema dell’obsolescenza dei sistemi informatici e la conseguente inaccessibilità dei dati inseriti, proponendo come caso di studio le piattaforme di gestione e valorizzazione del patrimonio culturale realizzate sin dagli anni ’90 a Pisa. Di tali esperienze si intende mantenere l’originario concept, proponendolo quale modello metodologico: una piattaforma a due livelli, integrati e dinamicamente connessi, destinati a pubblici diversi. Il primo, costituito da banche dati strutturate, destinato al mondo della tutela e della ricerca; il secondo, che su di esso si basa, destinato alla narrazione per un pubblico non specialistico. Per il progetto è prevista l’attivazione di 1 assegno di ricerca (consulta gli atti finali).