Nel percorso magistrale è possibile partecipare a campagne di scavo e ricognizioni archeologiche previa selezione: qui le principali missioni in cui è coinvolto il CdLM.
Gli scavi archeologici del Corso di Laurea Magistrale in Studi Orientali ed Egittologici sono attività sul campo che offrono la possibilità di partecipare a campagne e ricognizioni organizzate ogni anno dai docenti del CdS.
Le attività possono svolgersi anche in collaborazione con enti esterni, nell’ambito di convenzioni attive oppure tramite accordi specifici stipulati da singoli docenti per l’attivazione di tirocini.
In genere la partecipazione avviene su selezione e in base ai posti disponibili: è quindi consigliabile informarsi con anticipo contattando i docenti responsabili o consultando gli avvisi del CdS.
Missioni e indagini archeologiche condotte dal CdS
Missione Italiana in Anatolia Centrale: scavi e ricerche italo-turchi a Uşaklı Höyük (Turchia)
Coordinatore: Anacleto D’Agostino
Le ricerche condotte sul sito, intraprese a partire dal 2008, hanno rivelato consistenti tracce di una lunga occupazione iniziata alla fine del Bronzo Antico e protrattasi fino ad età medievale.
Il lavoro degli archeologi ha riportato alla luce resti di edifici monumentali che, insieme ai frammenti di tavolette con iscrizioni in cuneiforme e il vasto repertorio di ceramiche, identificano il II millennio a.C. come periodo della sua massima fioritura.
L’edificio bruciato, il grande tempio in blocchi di granito e la struttura circolare in pietra, forse rituale, rafforzano l’identificazione del sito con l’importante città santa ittita di Zippalanda, centro di culto di un potente dio della tempesta, sede di un santuario e di una residenza reale e menzionata in diverse feste cui prendeva parte il re.
Missione Italiana in Mesopotamia Centro-Meridionale: scavi e ricerche italo-iracheni a Tell as-Sadoum, l’antica Marad (Iraq)
Coordinatore: Anacleto D’Agostino
Il progetto ha come obiettivo l’indagine archeologica del sito di Tell as-Sadoum, identificato con l’antica città mesopotamica di Marad, e l’analisi dello sviluppo dell’insediamento sul lungo periodo.
Lo scavo si è concentrato sull’area templare e sul quartiere residenziale, già indagati dai colleghi iracheni, e su un quartiere artigianale. Di grande importanza il ritrovamento di:
- Testi cuneiformi di periodo Isin-Larsa (inizio II mill. a.C.) tra tavolette intere, frammenti e buste in argilla
- Cretule in argilla con impronte di sigillo (seconda metà del III mill. a.C.).
Marad, governata da una dinastia locale di sovrani nel corso del XIX secolo a.C. è menzionata nelle fonti cuneiformi a partire dal periodo protodinastico e sede dell’importante tempio Eigikalama ‘Occhio del Paese’ oggetto di restauri fino ai sovrani caldei.
Kafr el-Dawar Delta Survey Project
Coordinatrice: Elena Tiribilli
Progetto di ricognizione archeologica nel Delta nord-occidentale dell’Egitto (provincia di Kafr el-Dawar). Questa indagine fa parte di un progetto più ampio, il Delta Survey Project, finanziato dalla British Academy tramite l’Egypt Exploration Society (EES).
Gli obiettivi del Delta Survey Project sono:
- Indagare e migliorare la conoscenza della geografia fisica del Delta
- Integrare la documentazione archeologica con prove documentarie e papiracee (talvolta carenti)
- Creare un dataset dettagliato per i luoghi in cui le informazioni sono ancora lacunose, non ampiamente disponibili o in cui sono stati individuati possibili siti.
- Monitorare l’attuale conservazione delle aree selezionate
- Integrare e confrontare i dati raccolti con altre fonti.
Le attività principali della ricognizione includono:
- La realizzazione di una mappa topografica
- Lo studio della ceramica per fornire informazioni sulla cronologia di questi siti
- Un’indagine magnetometrica dei dettagli di superficie e sub-superficie
- Carotaggi.
Missione archeologica nel sito di Zawyet Sultan (Minya, Egitto)
Coordinatori: Gianluca Miniaci, Elena Tiribilli
La missione, congiunta tra Università di Pisa e Università di Colonia, è attiva dal 2015 presso il sito di Zawyet Sultan, situato di fronte all’odierna città di Minya, nel Medio Egitto. Il sito corrisponde all’antica città di Hebenu, capitale del XVI nomo dell’Alto Egitto. L’area comprende:
- Una piramide incompleta dell’Antico Regno (c. 2686 BC–c. 2613 a.C.), situata sopra un cimitero predinastico (Naqada II, circa 3500 a.C.)
- Una serie di tombe e mastabe dell’Antico e del Nuovo Regno, scavate nella parete rocciosa
- I resti di un tempio del Nuovo Regno (epoca di Ramses II, 1279 a.C.–1213 a.C.)
- Un insediamento di epoca romana.
Parallelamente alle attività sul campo, il lavoro si è concentrato sugli archivi e sulle centinaia di oggetti provenienti dagli scavi dell’egittologo francese Raymond Weill agli inizi del XX secolo, ora conservati al Museo del Louvre e in altre collezioni francesi – oltre che al Museo Egizio del Cairo.
The Pisa Archaeological Project on the Rania Plain (Iraq)
Coordinatore: Jesper Eidem
Un progetto di salvataggio di siti archeologici nella piana di Rania, nel Kurdistan iracheno. Le prime esplorazioni furono condotte tra il 1957 e il 1959 da missioni danesi e irachene, nell’ambito di un programma per salvare i siti archeologici dell’area prima che venissero sommersi per la costruzione della diga sul fiume Piccolo Zab e della creazione del lago artificiale di Dokan.
Questi scavi portarono alla scoperta di una fortezza di II millennio (Shemshara) e del suo archivio di tavolette cuneiformi, che diventarono fondamentali per la storia della regione. Dal 2018 il progetto pisano si pone in continuità con quei ritrovamenti e prevede lo scavo archeologico di Tell Shemshara, la prospezione sul territorio e indagini approfondite su insediamenti selezionati.
Missione archeologica a Dra Abu el-Naga (Egitto)
Coordinatore: Gianluca Miniaci
La Missione Archeologica a Dra Abu el-Naga è attiva, sotto l’egida dell’Università di Pisa, nell’area settentrionale della Necropoli Tebana (Luxor) dal 2003, prima sotto la direzione della Prof.ssa Marilina Betrò e ora dal Prof. Gianluca Miniaci.
L’indagine archeologica si concentra su una tomba di età ramesside (c.1200 a.C.) appartenuta ad un sacerdote wab del culto di Amenhotep I, Huy (TT 14) e altre quattro tombe rupestri sconosciute e non catalogate. Le suddette tombe si trovano in un complesso funerario utilizzato e riutilizzato per oltre 1.000 anni, dall’inizio del Nuovo Regno (1500 a.C.) fino al periodo greco-romano.
Tra le scoperte più importanti, vi sono più di 300 frammenti di sarcofago decorati e tre meravigliose maschere di sarcofago, risalenti a un periodo poco rappresentato nell’archeologia egizia: il primo periodo ramesside (circa 1300-1350 a.C.).
Lagash Archaeological Project (Iraq)
Coordinatrice: Sara Pizzimenti
Il Lagash Archaeological Project è un progetto congiunto avviato nel 2019 dalla UPenn di Philadelphia e dall’Università di Pisa, dedicato allo studio dell’antica città di Lagash (Tell al-Hiba).
Con oltre 500 ettari estesi lungo un antico ramo del Tigri, Lagash è uno dei maggiori siti dell’Iraq meridionale e fu capitale dell’omonimo stato nel III millennio a.C. L’occupazione del sito è attestata dal periodo Ubaid al II millennio a.C. e raggiunse il suo apice nel periodo Protodinastico, quando la città era collegata a insediamenti vicini tramite una fitta rete di canali che ne sostenevano l’economia e l’organizzazione territoriale.
Il progetto attuale si concentra sulla ricostruzione dell’assetto urbano protodinastico e sull’indagine della porzione meridionale del sito, attraverso lo scavo di strutture domestiche, strade e workshop ceramici, contribuendo alla comprensione dello sviluppo urbano di Lagash.
Missione archeologica italo-omanita ad Al Tikha
Coordinatrice: Sara Pizzimenti
Il progetto ha come obiettivo l’indagine archeologica del sito di Al Tikha attraverso la ricostruzione della sequenza di occupazione e l’analisi dello sviluppo dell’insediamento durante il periodo Umm an Nar (III millennio a.C.).
Il sito di Al Tikha si sviluppa per un’estensione complessiva di ca. 70 ha, alla congiunzione fra lo Wadi Ghashab e lo Wadi al-Sahtan, a nord della moderna città di Rustaq, nella regione della Batinah. Si tratta di un esteso insediamento Umm an Nar con un’area urbana, 4 torri e una necropoli esterna con almeno 20 tombe.
Il programma è finalizzato ad approfondire e valorizzare l’indagine archeologica del sito nel quadro di una stretta collaborazione con autorità e istituzioni locali, attraverso:
- Operazioni di scavo
- Analisi ed elaborazione dati
- Restauro dei reperti
- Disseminazione dei risultati
Consulta qui tutte le missioni archeologiche condotte dal Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere

