Lutto a Pisa per la scomparsa di Chiara Frugoni

Grande studiosa del Medioevo e divulgatrice, si è spenta all’età di 82 anni

Si è spenta a Pisa all’età di 82 anni Chiara Frugoni, studiosa medievista di fama internazionale, autrice di libri e pubblicazioni fondamentali sulla storia e sul costume della società medievale, sulla storia dell’arte e l’iconografia e sulla storia delle religioni.

Nata a Pisa il 4 febbraio 1940 e laureatasi alla Sapienza di Roma, Chiara Frugoni è stata allieva della Scuola Normale Superiore e ha insegnato Storia medievale all’Università di Pisa tra il 1980 e il 1988, per poi trasferirsi all’Università di Roma Tor Vergata dove ha insegnato fino al 2000.

Anche oltre l’ambito accademico, Chiara Frugoni è stata molto apprezzata come divulgatrice per la sua capacità di comunicare anche a un pubblico più ampio ed eterogeneo e per l’interdisciplinarità delle sue ricerche, tra storia, arte e iconologia.

I suoi interessi di studiosa hanno riguardato in particolare la figura di Francesco D’Assisi, cui ha dedicato libri tradotti anche all’estero, tra cui Francesco e l’invenzione delle stimmate. Una storia per parole e immagini fino a Bonaventura e Giotto (Einaudi, 1993), vincitore del premio Viareggio per la saggistica; Le storie di San Francesco. Guida agli affreschi della Basilica superiore di Assisi, (Einaudi, 2010). Numerosi sono i libri dedicati alle figure femminili nella storia, come il recentissimo Donne medievali. Sole, indomite, avventurose, (II Mulino, 2021) o la citatissima biografia di santa Chiara d’Assisi, fondatrice dell’ordine delle Clarisse.

Dal 2012 era presidente e fondatrice dell’associazione Amici della Biblioteca Universitaria di Pisa, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda della chiusura della biblioteca stessa, di proprietà del ministero della Cultura, e sollecitarne la riapertura al pubblico in locali consoni.

L’ultimo saluto alla professoressa si terrà martedì 12 aprile alle 16:00 nella chiesa di Santa Caterina a Pisa.

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Il ricordo della professoressa nelle parole dell’allievo e poi collega professor Mauro Ronzani

Chiara Frugoni, studiosa del Medioevo vissuto e ‘parlante’ nelle immagini e nei testi, è morta il 9 aprile 2022 a Pisa, la città in cui era nata nel 1940 e ha abitato per buona parte della sua vita.

Figlia di Arsenio Frugoni, grande e raffinato storico della Chiesa medievale, e docente alla Scuola Normale Superiore fra 1954 e 1962, Chiara si laureò a Roma nel 1965, e subito dopo frequentò il corso di perfezionamento della Scuola Normale, passando poi a lavorare nella Biblioteca Universitaria di Pisa. Nel 1974-75, con l’attivazione (una delle primissime in Italia) del corso di laurea in Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia del nostro Ateneo, fu chiamata ad insegnarvi una materia anch’essa ‘nuova’ come “Esegesi delle fonti della storia medievale”. Il suo primo corso – al quale ebbi l’onore di partecipare come studente – fu dedicato al tema dell’ “Incontro fra i tre vivi e i tre morti”; nelle sue lezioni, tenute con tono suadente e colloquiale, Chiara mise a confronto e fece interagire testi letterari e immagini, con quel suo metodo caratteristico che avrebbe in seguito sempre più affinato, ampliando gli interessi letterari in una più ampia prospettiva storica che, partendo sempre (o quasi) dalle immagini, ne studiava il contesto di produzione e la funzione di ammaestramento e persuasione. Esemplari, in tal senso, i suoi studi degli anni ’80 sugli affreschi del Camposanto pisano, allora da poco attribuiti a Bonamico Buffalmacco.

Nel frattempo, vinto nel 1980 il concorso nazionale per professore ordinario, era stata chiamata a ricoprire la terza cattedra pisana di Storia medievale, affiancandosi così a Cinzio Violante e Emilio Cristiani. Vi sarebbe rimasta fino al 1988, quando passò all’allora giovane “Seconda Università” di Roma (oggi Roma Tor Vergata); finché, nel 2000, decise di lasciare l’insegnamento accademico per dedicarsi completamente all’attività scientifica e alla alta divulgazione del Medioevo. Celebri e apprezzati i suoi molti studi sulla figura di Francesco d’Assisi (“uomo” prima che santo), nei quali riuscì a far entrare nella discussione, allora vivissima fra gli storici, sulla personalità e gli ideali dell’Assisiate, le prime raffigurazioni di lui come santo: come le biografie ufficiali, da Tommaso da Celano a san Bonaventura, anche tali rappresentazioni subirono una progressiva evoluzione, nel solco della profonda trasformazione vissuta (e in parte subita) dall’Ordine dei Frati Minori nel corso del Duecento e del primo Trecento.

Particolarmente innovativo e molto discusso fu il libro dedicato nel 1993 a “Francesco e l’invenzione delle stimmate”. Con Francesco, accanto a lui ma anche nella sua specificità di “donna religiosa”, la studiosa si occupò intensamente della sua omonima Chiara d’Assisi, portatrice coraggiosa e indomita della rivendicazione della povertà e della ‘precarietà’ come valori irrinunciabili della proposta religiosa francescana. Il Medioevo delle donne divenne anzi uno dei terreni preferiti della ricerca e della divulgazione di Chiara Frugoni; ma lo furono anche il Medioevo della “vita quotidiana” (con le sue piccole ma decisive invenzioni, quali gli occhiali e i bottoni) e il Medioevo delle città, fra chiese, palazzi pubblici e luoghi di lavoro. Il volume del 2016 “Storia di un giorno in una città medievale”, firmato insieme con il padre (scomparso prematuramente e tragicamente nel 1970) segnò, simbolicamente, l’incontro fra i percorsi intellettuali seguiti, in epoche diverse, da Arsenio e Chiara Frugoni; con la memoria di quel genitore esigente e lontano Chiara aveva fatto pubblicamente i conti con il sofferto libro “Perfino le stelle devono separarsi”, uscito nel 2014, nel centenario della nascita di Arsenio Frugoni.

All’Università di Pisa e ai giovani colleghi e studenti degli anni ’70 e ’80 Chiara Frugoni è rimasta legata fino all’ultimo. Oggi la ricordiamo con affetto e rimpianto, ringraziandola per aver saputo insegnarci che lo studio delle fonti scritte e lo studio delle immagini possono e devono combinarsi, perché la “Storia” è sempre un po’ più in là e un po’ più in alto delle sue declinazioni accademiche.

Mauro Ronzani
Professore di Storia medievale all’Università di Pisa

(Testo su: Università di Pisa – Foto: Luca Giarelli, CC-BY-SA 3.0)

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