Dipartimento di eccellenza

Progetto Dipartimenti di eccellenza per il quinquennio 2018-2022

I tempi delle strutture. Resilienze, accelerazioni e percezioni del cambiamento (nello spazio euro-mediterraneo)

Obiettivi

L’obiettivo del progetto di sviluppo del dipartimento è un significativo innalzamento della qualità della ricerca al suo interno, così da confermare e migliorare quella posizione di eccellenza nell’Ateneo e nel Paese, che lo ha caratterizzato in passato (come attestato anche dalle due VQR).

Tale obiettivo strategico è articolato in una serie di obiettivi parziali:

  • un contributo allo sviluppo delle conoscenze nelle aree disciplinari coinvolte nel progetto scientifico;
  • la sperimentazione di forme di ricerca interdisciplinare;
  • il rafforzamento della coesione interna al dipartimento (come comunità di studiosi);
  • l’individuazione di un tratto connotante comune, che aiuti a raccordare le ricerche di eccellenza condotte nel dipartimento;
  • la conferma (e possibilmente il miglioramento) del posizionamento del dipartimento nell’Ateneo, nel sistema universitario nazionale e nella comunità universitaria internazionale;
  • la crescita dell’attrattività nei confronti degli studenti (con particolare riguardo ai corsi di 2° e 3° livello) e dei giovani ricercatori, non solo italiani.

In linea con quello che riteniamo il punto di forza del dipartimento, vogliamo difendere e potenziare la pluralità delle linee di ricerca e l’alta qualità media del personale docente, dei ricercatori in formazione e degli studenti. Si ritiene anche importante affrontare la principale lacuna del dipartimento: la scarsa integrazione tra le aree e le pratiche di ricerca, in vista del potenziamento delle esperienze di interdisciplinarità e dell’individuazione di ambiti di studio trasversali. Perciò si ritiene fondamentale individuare un àmbito di ricerca, ampio ma coerente, su cui incoraggiare la confluenza delle forze presenti e di quelle reclutate in questa occasione attraverso la redazione di un progetto scientifico che favorisca lo sviluppo di forme di interdisciplinarità o almeno di più stretto e ravvicinato confronto tra studiosi delle diverse discipline.

Il progetto scientifico in breve

Il titolo del progetto scientifico è: I tempi delle strutture. Resilienze, accelerazioni e percezioni del cambiamento (nello spazio euro-mediterraneo).

Il progetto scientifico non mira solo alla crescita delle conoscenze negli ambiti scientifici di riferimento, ma insieme a interventi organizzativi, a stanziamenti finanziari e all’assunzione di nuovo personale mira anche a raggiungere obiettivi strategici, utili a innalzare la qualità della ricerca nel dipartimento e a mantenerla allineata ai migliori standard internazionali.

Realizzare una maggiore coesione scientifica tra le aree  e all’interno delle stesse, creando, attraverso lo sviluppo di sinergie, una comunità di ricerca interdisciplinare, integrata nelle sue diverse articolazioni e perciò capace di competere a livello nazionale e internazionale nei vari ambiti disciplinari.

Questa integrazione, già presente nella didattica di base, va rafforzata sul piano dell’alta formazione e della ricerca.

L’approccio interdisciplinare è fondamentale per far colloquiare tra loro studi altamente specialistici che abbiano profondità a un tempo storica e teorica e costituisce un requisito ineludibile nell’ambito dei topics dei progetti di ricerca italiani ed europei. Lo dimostrano gli eccellenti risultati conseguiti dai gruppi di ricerca coordinati da docenti del dipartimento (che non a caso si avvalgono della collaborazione di storici, archeologi, filosofi, storici delle arti) nei bandi MIUR, ERC e Horizon 2020. Grazie alla possibilità di reclutare personale, saranno acquisite nuove competenze al momento assenti e si rafforzeranno settori strategici; inoltre l’ampia campagna di borse di dottorato e di assegni di ricerca consentirà di implementare tutti gli àmbiti di ricerca previsti dal progetto scientifico.

Oltre ai precedenti, il progetto di sviluppo si propone obiettivi a più lungo termine riguardanti il posizionamento del dipartimento nell’Ateneo nel sistema universitario regionale e in quello nazionale, la sua capacità di attrazione e l’integrazione tra le sue diverse componenti.

Posizionamento

Si mira a confermare e rafforzare:

  1. l’attuale posizione di eccellenza del dipartimento nell’Università di Pisa;
  2. l’eccellenza del dipartimento nell’Area 11 (con il contributo di SSD dell’Area 10) in Toscana e in Italia centrale;
  3. la capacità del dipartimento di coprire con eccellenti performance gran parte dei settori delle Aree 11 e 10.

Attrattività

Attraverso il progetto di sviluppo del dipartimento potremo mantenere e rafforzare alcuni trend positivi e migliorare le situazioni più o meno critiche. Intendiamo:

  1. accrescere l’attrattività delle lauree magistrali in entrata;
  2. rilanciare le scuole di specializzazione, facendone un polo attrattivo a livello nazionale;
  3. aumentare l’attrattività dei corsi di dottorato, nel panorama nazionale e internazionale;
  4. offrire concrete possibilità di lavoro, seppur a tempo determinato, con un’ampia campagna di assegni di ricerca, a dottori di ricerca del nostro o di altri atenei;
  5. proporsi come appetibile luogo di svolgimento per progetti ERC (starting o advanced) e per Marie Skłodowska-Curie actions (MSCA). Quest’azione si connette alla precedente, perché è impensabile ottenere una posizione di eccellenza con il solo contributo dei docenti strutturati, senza il lavoro e le nuove idee di studenti avanzati, dottorandi e ricercatori in formazione.

Integrazione

La collaborazione dei docenti, dei giovani ricercatori e degli studenti avanzati nella pratica concreta della ricerca lungo le quattro linee individuate dal progetto scientifico garantirà una più efficace integrazione della comunità del dipartimento, non solo sul piano dell’elaborazione di un progetto comune, ma anche della pratica quotidiana della ricerca. Sarà così superata la frammentazione delle pratiche di ricerca, uno dei maggiori limiti attuali del dipartimento. Riteniamo che, oltre a garantire efficacia al progetto, l’esperienza darà frutti in futuro, sia nell’elaborazione di nuove linee di ricerca, sia nella capacità di attrarre risorse dall’esterno.