Storia delle Arti

Il percorso di studi

Il primo livello nel percorso di studi è costituito dalla laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali (curriculum storico-artistico). Durante il triennio, gli studenti affrontano le tre fondamentali storie dell’arte (d’età medievale, moderna e contemporanea) e, insieme, iniziano a conoscere aspetti più specifici della disciplina (la storia della critica d’arte, la storia delle tecniche artistiche, la tutela dei beni culturali ecc.). Questa prima parte del cammino si completa con esami di carattere storico e storico-letterario, oltre che con laboratori ed esperienze pratiche (fra tutte il tirocinio formativo di 150 ore, che può svolgersi presso musei, fondazioni, gallerie, associazioni o centri di ricerca). Il percorso triennale si conclude con la preparazione di un breve elaborato scritto su un tema legato a un ramo della disciplina storico-artistica.

Gli studenti di Storia dell’arte possono poi proseguire con il corso magistrale in Storia e Forme delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei Nuovi Media. Le conoscenze di base sono qui rafforzate e affinate attraverso una serie di approfondimenti, di esami di tipo specialistico e aperture interdisciplinari (in particolare verso l’area dello spettacolo). I corsi hanno in larga misura carattere seminariale e sono arricchiti da incontri con studiosi ospiti; frequenti sono anche le visite a musei e monumenti. Durante il corso magistrale gli studenti hanno concrete possibilità di orientare il proprio profilo verso specifiche professionalità. Ciò avviene, tra l’altro, grazie alla opportunità di partecipare ai laboratori di ricerca d’ambito storico-artistico del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. Al termine del corso magistrale, gli studenti preparano una tesi di laurea di carattere originale e di ampio respiro, prima importante esperienza di ricerca e di scrittura.

La nostra storia

L’insegnamento della storia delle arti visive all’Università di Pisa ha una lunga tradizione che risale al 1927, data dell’istituzione della cattedra di Storia dell’Arte Medievale e Moderna a cui fu chiamato Mario Salmi (1927-1929) che a Roma—dove nel 1901 era stata istituita la prima cattedra della materia in Italia—era stato allievo di Adolfo Venturi. Nel 1929 a Salmi succedette Matteo Marangoni (1929-1938 e 1946-1951) che contribuì a gettare le basi dell’Istituto di Storia dell’Arte arricchendolo con la creazione della Fototeca, struttura che tuttora gioca un ruolo fondamentale nei nostri corsi di studi. Nel 1948 fu creata la cattedra di Storia dell’Arte Moderna a cui fu chiamato Carlo Ludovico Ragghianti, allievo di Marangoni, sostenitore—come il maestro—dell’autonomia delle arti visive da qualsiasi altra modalità espressiva, e pionieristico assertore del cinema come arte. Nel 1957 Ragghianti fondò il Gabinetto dei disegni e delle stampe, una ricca collezione di grafica soprattutto novecentesca che fu anche centro promotore di ricerca ed esposizioni, ora confluita nel Museo della Grafica, luogo dove i nostri studenti svolgono stage e tirocini curriculari. Ragghianti si adoperò affinché l’Università di Pisa istituisse la prima cattedra di Storia e Critica del Cinema e nel 1961 fu chiamato a ricoprirla Luigi Chiarini che nel dopoguerra (1948) era ritornato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A partire dal 1969 Ragghianti fu affiancato da Eugenio Luporini, come lui formatosi con Marangoni. Negli anni della ricostruzione postbellica questi uomini, che avevano dato testimonianza di forte impegno civile come membri del Comitato di Liberazione Nazionale durante la clandestinità, contribuirono in maniera sostanziale alla crescita dell’Istituto di Storia dell’Arte diversificando gli insegnamenti, imprimendo un forte impulso alla conservazione e alla tutela del patrimonio, gettando le basi di quelli che tuttora rimangono settori di ricerca caratterizzanti della scuola pisana: lo studio della scultura dal medioevo all’età contemporanea, delle arti decorative e industriali, della grafica e del disegno, della pittura dal Quattrocento al contemporaneo, dell’arte nord-americana, dell’architettura in particolar modo rinascimentale, della storia del cinema e del teatro. Molti dei numerosi allievi da loro formati, dopo periodi di insegnamento in altri atenei, sono tornati ad occupare cattedre nell’Istituto (divenuto poi Dipartimento). Tra questi Roberto Paolo Ciardi, Lorenzo Cuccu, Gigetta Dalli Regoli e Lucia Tongiorgi Tomasi. Alla tradizione ragghiantiana si è aggiunta, nel 1988, quella della scuola romana di Giulio Carlo Argan, nella persona del suo allievo Antonio Pinelli. Vincitore della cattedra di Storia dell’arte medievale e moderna presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere, Pinelli è stato a lungo Direttore del Dipartimento di Storia delle Arti, della Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte e Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo, contribuendo in maniera sostanziale alla crescita del Dipartimento.

La scuola pisana si contraddistingue per l’attenzione all’opera d’arte, dal Medio Evo alla contemporaneità. Essa non è indagata soltanto da un punto di vista formale, ma è intesa piuttosto nella sua natura di complesso prodotto – intellettuale e materiale – di un contesto storico, culturale ed economico. La specificità di un’opera d’arte si arricchisce così nello studio delle fonti documentarie, archivistiche e a stampa. È proprio alla luce di questo approccio profondamente storicistico che nel 2012 è stata compiuta la scelta di far confluire il Dipartimento di Storia dell’Arte nel nuovo Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, ove gli Storici dell’arte operano insieme a Storici, Filosofi, Archeologi e Geografi.