Laurea Magistrale


    PUBBLICATA OFFERTA DIDATTICAREGOLAMENTO DIDATTICO PER L’A.A. 2017-2018

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    SCIENZE PER LA PACE: TRASFORMAZIONE DEI CONFLITTI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO- LM81
    Il Corso di Laurea magistrale in “Scienze per la Pace: trasformazione dei conflitti e cooperazione allo sviluppo” è caratterizzato da una marcata apertura internazionale, da una forte interdisciplinarità e da una specifica interazione fra cultura umanistica e cultura scientifica. Il Corso si propone quindi di fornire una solida formazione culturale che oltre gli aspetti meramente professionalizzanti, consenta ai laureati e alle laureate di muoversi in realtà complesse con adeguati strumenti di conoscenza critica, di analisi e con specifiche capacità progettuali, realizzative e valutative.Ogni anno il corso è articolato in due semestri, ciascuno comprendente 12 settimane di attività didattica. Il numero di esami obbligatori, per ciascun percorso, è al più 11.
    Sono possibili periodi di tirocinio presso soggetti esterni (Organizzazioni Internazionali, Organizzazioni non governative, Enti locali e del Terzo Settore), in Italia e all’estero.
    Il Corso di Laurea si avvale di un sistema per la misura e la valutazione della qualità della didattica.
    La frequenza ai corsi non è obbligatoria.

    OBIETTIVI DEL CORSO

    Il Corso di Laurea magistrale in “Scienze per la Pace: trasformazione dei conflitti e cooperazione allo sviluppo” ha come obiettivo la formazione di laureati e laureate che, operando in diversi settori, quali amministrazioni pubbliche, a livello locale, nazionale ed internazionale, organismi internazionali, organizzazioni della cooperazione internazionale ed enti del cosiddetto Terzo Settore, possano svolgere, in ruoli di coordinamento e direzione, compiti di elevata responsabilità, progettando interventi e delineando soluzioni anche per problematiche nuove e complesse collegate alla promozione della pace, della giustizia, della solidarietà sociale, in settori critici quali la cooperazione locale ed internazionale, la difesa civile non armata e nonviolenta, la protezione civile, la gestione partecipata del territorio e delle risorse naturali.
    Il Corso di Laurea magistrale ha cercato di caratterizzare in modo specifico la propria offerta formativa in modo da poter rappresentare un preciso e qualificato riferimento universitario nazionale per i “Peace Studies”, presenti da circa 50 anni nelle università anglosassoni e nord-europee. Il percorso formativo è quindi caratterizzato da una marcata apertura internazionale, da una forte interdisciplinarità e da una specifica interazione fra cultura umanistica e cultura scientifica. Quest’ultimo aspetto sembra particolarmente importante per rispondere alle sfide poste dallo sviluppo tecnologico in continua accelerazione.
    Proprio in relazione a questa complessità ed innovazione del percorso formativo, appare necessario fornire un insieme adeguato di insegnamenti affini ed integrativi, che possa consentire agli studenti di approfondire aspetti particolari delle discipline caratterizzanti, orientati sia alla formazione di un elevato spessore metodologico e culturale che ad un fortemente qualificato inserimento professionale in realtà concrete.
    Ogni studente sarà guidato attraverso un percorso formativo che lo condurrà attraverso due aree di apprendimento di tipo più tradizionale (Storia e politica, Diritto e società) e due aree fortemente interdisciplinari a chiaro indirizzo professionalizzante (Cooperazione, Trasformazione dei conflitti).

    REQUISITI DI ACCESSO

    Al Corso di Laurea magistrale hanno accesso gli studenti provenienti dalle lauree della classe “Scienze Sociali per la Cooperazione, lo Sviluppo e la Pace” (L-37 ed ex-35), nonché gli studenti in possesso di una laurea triennale, che abbiano conseguito almeno 12 CFU indiscipline dell’area giuridica, 12 CFU in discipline dell’area economica, 18 CFU in scienze umane (nelle aree delle discipline filosofiche, storiche, politologiche, sociologiche edantropologiche), e 6 CFU nelle discipline matematico-scientifiche.

    Inoltre, è richiesta la conoscenza della lingua inglese a livello B2. Una volta verificati i requisiti curriculari, una commissione nominata dal Consiglio di corso di studio potrà verificare l’adeguatezza della personale preparazione del candidato attraverso un colloquio, il cui esito potrà essere uno dei seguenti:

    • iscrizione incondizionata alla laurea magistrale;
    • iscrizione alla laurea magistrale condizionata all’accettazione di specifiche prescrizioni, consistenti in un piano di studi personalizzato per armonizzare le proprie competenze con il percorso prescelto;
    • non accettazione motivata della domanda di iscrizione, con indicazione delle modalità suggerite per l’acquisizione dei requisiti mancanti.

    Se del caso, il calendario dei colloqui sarà comunicato ai singoli studenti che hanno presentato domanda di immatricolazione al corso di laurea magistrale. Il colloquio non è un esame e ha l’obiettivo principale di verificare la motivazione dello studente ad intraprendere questo percorso formativo.

    SBOCCHI PROFESSIONALI

    Il Corso di Laurea magistrale permette di formare figure professionali capaci di operare in due macro-aree

    Area della Cooperazione internazionale

     

    Funzione in un contesto di lavoro

    1) Direzione, progettazione e valutazione di interventi:
    – umanitari e di cooperazione per lo sviluppo,
    – di peace-building e peace keeping,
    – di emergenza e protezione civile,
    – di mediazione e conciliazione,
    – di partecipazione democratica e cittadinanza attiva,
    – di trasformazione di conflitti sociali, ambientali, economici, di genere.
    2) Formazione, sviluppo e coordinamento di risorse umane, operando a livello individuale e sociale (micro e macro).

    Competenze associate alla funzione
    1. essere in grado di analizzare ed interpretare le specifiche forme sociali, economiche ed istituzionali che caratterizzano le economie dei vari paesi, con attenzione anche al rapporto tra genere e sviluppo, tra pace e sviluppo, tra tecnologia e sviluppo;
    2. sapere applicare le diverse metodologie usate dagli organismi di cooperazione multi e bilaterale per l’elaborazione di programmi e progetti di aiuto allo sviluppo e alle missioni di pace, di protezione civile e gestione delle emergenze;
    3. ideare, redarre e attuare programmi e progetti integrati di aiuto allo sviluppo nazionale e internazionale, con particolare enfasi a: lo sviluppo economico (urbano e rurale), sociale (sanità, istruzione), il sostegno ai gruppi deboli, l’eliminazione della
    povertà, il rafforzamento istituzionale (diritti umani, democrazia, cittadinanza attiva, governi locali, burocrazie) e il miglioramento delle condizioni insediative e ambientali anche attraverso il controllo democratico delle installazioni tecnologiche e della pianificazione territoriale;
    4. essere in grado di applicare i metodi di monitoraggio e valutazione dei programmi e dei progetti di aiuto allo sviluppo usati dagli organismi nazionali e di cooperazione multi e bilaterale;
    5. avere la capacità di dirigere programmi e progetti (project coordination and management);
    6. essere in grado di operare con un elevato grado di autonomia e di dirigere il lavoro di gruppo, in condizioni di scarse risorse;
    7. essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre all’italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari;
    8. essere in grado di utilizzare strumenti avanzati di comunicazione e gestione dell’informazione;
    9. essere in grado di individuare e analizzare i problemi e gli interessi che causano la degenerazione distruttiva dei conflitti, per neutralizzarne gli effetti;
    10. essere in grado di usare gli strumenti della facilitazione, mediazione e conciliazione per la trasformazione dei conflitti, in modo da potenziarne gli aspetti costruttivi e minimizzarne i rischi degenerativi.

    Sbocchi professionali 
    1) Mediatore/mediatrice, conciliatore/conciliatrice di pace. Si fa riferimento, più specificamente:
    a) ai ruoli di composizione amichevole di controversie o di situazioni conflittuali nel lavoro e nei rapporti commerciali, da perseguire attraverso procedimenti informali e non giudiziali.
    b) ai compiti di mediazione culturale, con particolare riferimento alle situazioni di convivenza interculturale, sia in situazioni ordinarie sia in situazioni di emergenza
    c) ai compiti di mediazione sociale tra interessi di gruppi particolari rispetto a interessi più generali, come accade in campo economico, industriale, tecnologico e ambientale;
    d) alle funzioni di collaboratore del difensore civico, sia nell’organico del suo ufficio, sia con incarichi di collaborazione esterna, con particolare riferimento ai compiti di prevenzione, controllo e valutazione delle attività degli enti pubblici,
    concernenti la tutela dei diritti di cittadinanza, soprattutto dei soggetti più deboli.
    2) Funzionario/a nella cooperazione universitaria. Una figura capace di svolgere un’azione di monitoraggio, di progetto e di direzione nel settore della cooperazione nell’area dell’educazione, favorendo iniziative di ‘capacity building’ e di formazione di quadri nelle cosiddette ‘società deboli’.
    3) Funzionario/a nella cooperazione internazionale. Una figura che potrebbe svolgere diversi ruoli di progettazione, direzione, coordinamento e controllo in organismi nazionali, internazionali o sovranazionali, come nelle organizzazioni non governative, impegnati in progetti di cooperazione.
    4) Funzionario/a per la soluzione pacifica dei conflitti. Una figura specificamente formata per gli organismi nazionali, internazionali, sovranazionali e per le organizzazioni non governative, con il compito di progettare, coordinare e dirigere interventi nel settore della soluzione preventiva dei conflitti, nella loro trasformazione da conflitti armati a conflitti nonviolenti, nella gestione delle fasi postconflittuali (processi di ‘peace keeping’, di osservazione elettorale, di monitoraggio dei diritti umani, di facilitazione dei processi di democratizzazione).
    5) Promotore/promotrice nell’ambito del Terzo settore. Una figura specializzata per operare presso organismi del Terzo settore fornendo consulenze relative al loro funzionamento ed alla loro amministrazione (coordinatore di sistema o di rete, di progettista del sociale, di formatore delle risorse umane).
    6) Formatore/formatrice alle metodologie pacifiche di gestione dei conflitti. Una figura capace di costruire programmi e conoscenze nell’ambito dei progetti di formazione e di educazione alla pace, alla nonviolenza e allo sviluppo umano, sociale ed economico, potenzialmente collocabili in molteplici ambiti: istituzioni pubbliche e private, enti locali, scuole, università, associazioni. Si pensi ai corsi di aggiornamento per insegnanti, operatori della Pubblica amministrazione, giovani che prestano servizio civile.

    Area della Trasformazione dei conflitti

     

    Funzione in un contesto di lavoro
    1) Direzione, progettazione e valutazione di interventi:
    – di peace-building e peace keeping,
    – di mediazione e conciliazione,
    – di partecipazione democratica e cittadinanza attiva,
    – di trasformazione di conflitti sociali, ambientali, economici, di genere.
    2) Formazione, sviluppo e coordinamento di risorse umane, operando a livello individuale e sociale (micro e macro).

    Competenze associate alla funzione
    1. essere in grado di analizzare ed interpretare le specifiche forme sociali, economiche ed istituzionali che caratterizzano i vari paesi, con attenzione al rapporto tra pace e sviluppo;
    2. sapere applicare le diverse metodologie usate dagli organismi per l’elaborazione di programmi e progetti di aiuto alle missioni di pace;
    3. avere la capacità di dirigere programmi e progetti (project coordination and management);
    4. essere in grado di operare con un elevato grado di autonomia e di dirigere il lavoro di gruppo, in condizioni di scarse risorse;
    5. essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre all’italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari;
    6. essere in grado di utilizzare strumenti avanzati di comunicazione e gestione dell’informazione;
    7. essere in grado di individuare e analizzare i problemi e gli interessi che causano la degenerazione distruttiva dei conflitti, per neutralizzarne gli effetti;
    8. essere in grado di usare gli strumenti della facilitazione, mediazione e conciliazione per la trasformazione dei conflitti, in modo da potenziarne gli aspetti costruttivi e minimizzarne i rischi degenerativi.

    Sbocchi professionali 
    1) Mediatore/mediatrice, conciliatore/conciliatrice di pace. Si fa riferimento, più specificamente:
    a) ai ruoli di composizione amichevole di controversie o di situazioni conflittuali nel lavoro e nei rapporti commerciali, da perseguire attraverso procedimenti informali e non giudiziali;
    b) ai compiti di mediazione culturale, con particolare riferimento alle situazioni di convivenza interculturale, sia in situazioni ordinarie sia in situazioni di emergenza;
    c) ai compiti di mediazione sociale tra interessi di gruppi particolari rispetto a interessi più generali, come accade in campo economico, industriale, tecnologico e ambientale;

    Il corso di laurea magistrale prepara alla professione di (codifiche istat)

    1. Specialisti della gestione nella Pubblica Amministrazione – (2.5.1.1.1)
    2. Specialisti del controllo nella Pubblica Amministrazione – (2.5.1.1.2)
    3. Specialisti in pubblica sicurezza – (2.5.1.1.3)
    4. Specialisti in risorse umane – (2.5.1.3.1)
    5. Specialisti dell’organizzazione del lavoro – (2.5.1.3.2)
    6. Specialisti delle pubbliche relazioni, dell’immagine e professioni assimilate – (2.5.1.6.0)
    7. Sociologi – (2.5.3.2.1)
    8. Antropologi – (2.5.3.2.2)
    9. Specialisti in scienza politica – (2.5.3.4.3)
    10. Docenti della formazione e dell’aggiornamento professionale – (2.6.5.3.1)
    11. Esperti della progettazione formativa e curricolare – (2.6.5.3.2)
    12. Consiglieri dell’orientamento – (2.6.5.4.0)

    CONOSCENZE E CAPACITA’

    Area Storia e politica

    Conoscenza e comprensione
    Gli studenti sono guidati nella conoscenza della storia delle relazioni internazionali, delle caratteristiche delle istituzioni sovranazionali e dei fenomeni globali quali le migrazioni e le problematiche di genere per comprendere le motivazioni, gli interessi, gli aspetti culturali e spirituali che muovono la geopolitica contemporanea.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione
    I laureati e le laureate devono essere in grado in ogni contesto internazionale e/o multiculturale di fare una diagnosi di massima delle possibili situazioni conflittuali o di disagio e valutare le potenzialità degli strumenti usati fino ad oggi per affrontare queste situazioni.

    Area diritto e società

    Conoscenza e comprensione
    Gli studenti sono guidati a conoscere norme e senso del diritto italiano che regola il terzo settore, la cooperazione internazionale, la tutela dei diritti fondamentali, le procedure di mediazione e conciliazione. La comprensione dei valori e dei limiti della legislazione attuale si perfeziona nel confronto con l’analisi delle problematiche sociali a cui queste norme si indirizzano.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione
    Le laureate e i laureati devono saper analizzare i contesti sociali ove si trovano ad operare, utilizzare al meglio gli strumenti anche giuridici a disposizione per cercare di superare diseguaglianze e ingiustizie di ogni tipo, nonché eventualmente proporre ragionate modifiche all’assetto normativo vigente.

    Area Cooperazione

    Conoscenza e comprensione
    Gli studenti sono guidati a conoscere gli aspetti più concettuali e politici dei fenomeni economici, tecnologici e ambientali che condizionano lo sviluppo e il benessere dell’individuo e della società, per comprendere i principi di sostenibilità, di rispetto verso le future generazioni, di sostegno e cooperazione con le persone e le popolazioni più deboli. Vengono dati strumenti di progettazione, gestione e valutazione per la cooperazione internazionale, la protezione civile, lo sviluppo della democrazia. Si richiede di acquisire conoscenze linguistiche ed informatiche.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione
    Laureate e laureati sono chiamati ad applicare tali conoscenze per esempio nel campo dell’agricoltura, dell’energia, dell’informatica, ma anche in quello istituzionale della democrazia partecipativa e deliberativa, per potenziare la capacità di cooperazione sia internazionale che locale anche in situazioni di emergenza.

    Area Trasformazione dei conflitti

    Conoscenza e comprensione
    Si insegnano le metodologie di analisi, gestione e trasformazione dei conflitti a livello micro, meso e macro (ovvero dai conflitti interpersonali alle guerre tra Stati), utilizzando vari approcci scientifici e diversi strumenti di comunicazione, formazione e facilitazione. Per comprendere le potenzialità di ogni metodologia e strumento nelle diverse condizioni e situazioni, si sperimentano laboratori, si simulano interventi e si analizzano scenari storici in una logica interdisciplinare.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione
    Laureati e laureate devono acquisire la capacità di trattare con rigore, professionalità e indipendenza ogni tipo di conflitto con la metodologia e lo strumento di volta in volta più adatto, scelto con attenzione, sensibilità e flessibilità, per favorire nelle controparti la presa di coscienza delle cause del conflitto, la collaborazione nel rimuoverle, almeno in parte, con il fine di impedire la degenerazione distruttiva del conflitto e potenziarne invece la forza innovatrice.