Seminario 27 febbraio 2017


NUOVA AULA:
Aula N1, Polo Piagge, Via Giacomo Matteotti, 11

TITOLO: Conflitti Ambientali: mappature partecipate e percezioni territoriali
RELATORE: Myriam Bartolucci
QUANDO: lunedì, 27 febbraio 2017, ore 16:00
DOVE: Aula N1, Polo Piagge, Via Giacomo Matteotti, 11

ABSTRACT: I conflitti ambientali sono fenomeni complessi poiché spesso nelle stesse lotte convivono la sindrome Nimby, intesa come interessi particolaristici e un “oltre il Nimby” inteso come interessi più profondi e generali. Gli Atlanti dei conflitti ambientali, quello mondiale e quello italiano, mappando e catalogando questi eventi, danno loro visibilità, permettendo di fare rete fra realtà differenti e connotandosi come “laboratori” di partecipazione sul tema della Giustizia ambientale. Esamineremo per esempio il ruolo della Mappa tematica sui conflitti provocati dall’impresa petrolifera Chevron, a supporto della campagna ecuadoriana Unión de Afectados por Chevron-Texaco. Con il supporto degli studi sulla percezione del rischio e del fenomeno della Solastalgia, osserveremo come, in alcuni casi, visioni differenti dello sviluppo del territorio e del mondo circostante, possano radicalizzare i conflitti territoriali. Questo è, in parte, una chiave di lettura della controversia sull’estrazione del marmo nel comprensorio toscano Apuo-Versiliese. Si evidenzieranno le alternative economiche e sostenibili, rispetto alla monocoltura del marmo, proposte da una parte della società civile locale.

RELATORE: Myriam Bartolucci, laurea magistrale in “Scienze per la Pace”, Università di Pisa, e triennale in “Operazioni di Pace”, Università di Firenze, nel 2016 ha svolto attività di investigazione e catalogazione per il progetto EjAtlas (Environmental Justice Atlas), nel centro ICTA-UAB (Istituto di Scienza e Tecnologia ambientale-Università Autonoma di Barcellona). Ha collaborato, da ricercatrice esterna, con il Centro di Documentazione dei Conflitti Ambientali di Roma (A Sud). Nel 2010, ha operato in Palestina con Operazione Colomba, corpo nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, in un villaggio della Cisgiordania, svolgendo una funzione deterrente e di monitoraggio.